Da pochi mesi è trascorso il 23° anniversario del referendum sul nucleare (8 e 9 novembre 1987) indetto a seguito del disastro di Chernobyl. Il risultato è a tutti noto: il 65% della popolazione italiana decise per un no al nucleare. Poiché il governo Berlusconi, ignorando le scelte della stragrande maggioranza degli italiani, ha nuovamente puntato sul nucleare, siamo ancora una volta chiamati ad esprimerci su questa scelta energetica.
Dopo il terribile incidente ai reattori di Fukushima, il governo con una moratoria ha furbescamente rinviato le decisioni per un anno ed ha poi maldestramente cercato col decreto omnibus di far decadere il referendum, sperando che così i cittadini non vadano a votare anche per gli altri quesiti referendari, ma non ha nessuna intenzione di abbandonare il nucleare: per questo diventa fondamentale che gli italiani esprimano il proprio parere partecipando al nuovo referendum che si terrà il 12 e 13 giugno.
Dopo Fukushima non sono più consentite furbizie: basta inondare di falsità i mezzi di comunicazione per giustificare la scelta scellerata dell’energia nucleare.
È difficile stabilire una graduatoria delle più grosse bugie che ci vengono raccontate, al primo posto ex equo possiamo porre le seguenti:
1a) L’energia nucleare è sicura
Falso: nonostante siano trascorsi più di 60 anni da quando si sono progettate le prime centrali nucleari, i problemi di sicurezza, trasporto e smaltimento delle scorie radioattive sono ancora tutti da risolvere, ma questo argomento non viene mai accennato.
1b) L’energia nucleare è pulita e non produce CO2
Falso: per estrarre, arricchire e produrre il combustibile di uranio, le emissioni di CO2 sono talmente elevate che, se aggiungiamo quelle prodotte per costruire e poi smantellare gli impianti, esse sono paragonabili alle emissioni di un impianto convenzionale, ma di ciò si preferisce tacere.
Continuando con le bugie, ci dicono che
2) L’energia nucleare è conveniente
Falso: i costi (costruzione, gestione e smantellamento degli impianti) sono talmente elevati che nessuna banca accetta il rischio di finanziarli se non ci sono garanzie di copertura da parte dello stato (cioè con i soldi dei cittadini che pagano le tasse).
Inoltre i dati sulla disponibilità dell’uranio ci dicono che si tratta di una risorsa scarsa, che potrebbe esaurirsi ancor prima del petrolio (negli ultimi quattro anni il prezzo dell’uranio è aumentato di oltre 10 volte, mentre il costo del suo arricchimento è aumentato del 40% in due anni), ma questo aspetto non viene considerato.
3) Non ci sono rischi per la popolazione
Falso: la vita media delle popolazioni che vivono presso le cave di estrazione e gli impianti di arricchimento dell’uranio è di 43 anni, mentre la percentuale di tumori riscontrata nelle popolazioni che vivono nei pressi delle centrali nucleari è 5 volte superiore alla media, ma questo argomento non è ritenuto degno di nota.
Bisogna aggiungere che risulta pressoché impossibile individuare siti sicuri per lo smaltimento delle scorie, che rimangono radioattive per migliaia di anni, in un paese altamente sismico come l’Italia. Non possiamo poi trascurare il pericolo che la mafia si insinui negli appalti per la costruzione degli impianti e per lo smaltimento delle scorie radioattive: tutti problemi che la dicono lunga sulla sicurezza del ciclo nucleare.
Come intervenire per far fronte al fabbisogno energetico
Cosa fare quindi per invertire questa rotta, cioè contrastare la costruzione di centrali nucleari e limitare l’uso del petrolio, il cui prezzo continua ad aumentare e che contribuisce ad elevare la produzione di anidride carbonica, responsabile dell’effetto serra? Gli effetti di questo continuo aumento di CO2 sono ormai documentati dal susseguirsi sempre più frequente di episodi climatici estremi (uragani, alluvioni, siccità).
La risposta appare scontata: bisogna puntare senza più indugi sull’efficienza e risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili, in particolare sull’energia solare. Su questo diverso modello di sviluppo continueremo a intervenire, per diffondere una corretta informazione su quanto di valido, sicuro ed efficiente viene messo a disposizione dalle nuove tecnologie nel settore dell’energia.
Non facciamo mancare il quorum!
L’unico modo per opporsi all’energia nucleare è di andare a votare il 12 e 13 giugno, per raggiungere il quorum nel referendum e fare vincere i sì all’abrogazione della legge che questo Governo ha voluto con arroganza e approvato con il voto di fiducia, minacciando la militarizzazione dei siti prescelti e ignorando la volontà degli enti locali e della popolazione.
Andrea Passera